IL BARRIO 23 DE ENERO, CUORE DEL CHAVISMO DENUNCIA:
"GLI USA SI SONO PRESI IL VENEZUELA".

Il Barrio 23 de Enero è un baluardo di resistenza popolare e il cuore pulsante del chavismo venezuelano: una roccaforte ribelle che Chávez definiva: “Il braccio armato della rivoluzione bolivariana”.
Una realtà militante che ha prodotto importanti progettualità di costruzione del socialismo dal basso come le Assemblee Popolari, i Colectivos e le Comunas.
Dando vita a Movimenti sociali organizzati come la Coordinadora Simon Bolivar, che sotto la guida di Hugo Chavez e di Nicolás Maduro ha creato un esperimento originale di Potere Popolare.
L'intervista al suo maggiore leader Juan Contreras, pubblicata da Marx21.it, apre degli squarci inquietanti su cosa è diventato oggi il Venezuela dopo il sequestro del Presidente e il nuovo governo fantoccio insediato dagli USA:
Contreras dice: “Ci sono situazioni vergognose che devono essere denunciate! Pensavamo che non sarebbero mai entrati nel nostro Paese e invece sono entrati. E oggi si danno il diritto coloniale di vendere il nostro petrolio, di gestire le nostre finanze, di provocarci e dire che ci faranno diventare il loro 51° Stato. E ci hanno anche messi sotto una forma di tutela come se fossero i proprietari del nostro Paese. Il che, ovviamente, è vergognoso e dobbiamo denunciarlo!"
Nicolas Maduro, Cilia Flores, Alex Saab (Ministro del Governo deportato da Delcy Rodriguez in un carcere USA): tre prigionieri rapiti al proprio popolo e al proprio Paese, in un letale silenzio che potrebbe divenire un calcolato oblio, ma che invece per le popolazioni dei barrios e nelle comunità popolari povere del Venezuela, restano i veri simboli del chavismo e di Bolivar.
Il Venezuela è rimasto, dopo l’attacco degli Stati Uniti del 3 gennaio, in uno stato di shock che non esclude nuovi sommovimenti militari. In giugno è stata effettuata: “Un’operazione combinata tra le agenzie di sicurezza del Venezuela e degli USA”, secondo la dichiarazione dello stesso Governo venezuelano.
La Coordinadora Simon Bolivar ha denunciato l’interferenza di Agenzie Governative nordamericane nella pianificazione di un’offensiva repressiva contro l’iconico Barrios 23 de Enero, al fine di “sradicare” il movimento popolare di quella comunità.
Julio Contreras definisce gli Stati Uniti, “il nostro nemico” e denuncia le collusione tra settori del Governo Venezuelano e delle Forze Armate e gli USA:
"Ci sono settori facilmente cooptabili. Abbiamo l’esperienza di questi 27 anni in cui ci sono stati generali, colonnelli, capitani, che hanno usato e servito la politica dell’impero. Quindi, non è così inverosimile affermare che gli Stati Uniti stanno lavorando su alcuni settori delle forze di polizia, o su alcuni funzionari in particolare, che possono prestarsi a fare un’operazione contro il riferimento popolare chavista e bolivariano più importante a Caracas. intendono applicare la tattica della decapitazione. Vogliono distruggere i Collectivos, coloro che alzano la voce contro l’impero, quelli che oggi denunciano ciò che sta accadendo nel nostro Paese, quelli che sono in contrasto con ciò che sta accadendo oggi, e che hanno mantenuto una posizione di principio e ferma, di fronte all’aggressione e all'invasione dell’impero americano".
Articolo completo pubblicato su Marx21.it:
18 luglio 2026